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mercoledì 28 novembre 2018

Episodio 9


Corsi giù per la collina e percorsi le vie della città verso il primo Pilastro che avrei eliminato, lo stesso mostro che mi aveva ridotta in fin di vita. Solo che questa volta sarebbe andata molto diversamente.
Davanti a me notai uno zombie camminare tranquillo, fruttai quell'occasione per allenarmi. Lo presi a pugni fino a farlo sfiancare e alla fine gli assorbii l'anima.
Strano, mi sembra di essere più veloce della prima volta, pensai osservandomi le mani.
Trovai altri quattro zombie e li assorbii tutti, uno più velocemente dell'altro. Con l'ultimo l'effetto fu quasi praticamente istantaneo.
Avevo imparato a padroneggiare quel potere alla perfezione in soli sei tentativi. In più mi sentivo sempre più forte ad ogni assorbimento. Se andavo avanti così, sarei diventata abbastanza forte da sconfiggere il mostro di cadaveri.
Altri due zombie erano davanti a me, intenti a pattugliare una strada distrutta e piena di detriti. Presi la rincorsa, usai una colonna caduta come trampolino e saltai in mezzo a loro. A mezz'aria voltai il busto, toccai ad entrambi il petto con le mani, gli assorbii l'anima in volo e atterrai in modo da continuare a correre. I due corpi caddero a terra inermi.
Incredibile, riesco a fare quel tipo di evoluzioni con la massima tranquillità, pensai esaltata. Era come se le facessi da una vita.
Continuai a correre fino a trovare una scala, salii i gradini ritrovandomi sui tetti delle case.
Avanzai di alcune centinaia di metri finché non incrociai due zombie armati di archi e frecce. Cambiai velocemente direzione e continuai a correre sperando di non venire colpita. A una cinquantina di metri dalla mia posizione c'era un vicolo cieco che dava su una strada, pensai di essere i trappola ma poi notai un piccolo portabandiera sopra un tetto poco oltre il precipizio.
Aumentai la velocità, seguita a ruota da due zombie armai di spada, una volta arrivata al bordo del tetto feci un salto verso il tettuccio col portabandiera e, usandolo come perno, riuscii ad andare verso sinistra e atterrare sul tetto piano al di là della strada. Feci una capriola e continuai a correre.
Arrivai a una grata dove scesi di nuovo a terra. Ad aspettarmi c'era un altro zombie ma per mia fortuna era di spalle, non veci fatica ad assorbirlo.
Mi sembrava di essere un supereroe dei fumetti che volteggiava sugli edifici della città. Era davvero divertente e in più ero riuscita a risparmiare tempo i quel modo.
Quando entrai nella piazza notai che le pire erano diventate ormai cumuli di cenere e il mostro era impegnato a lottare contro degli umani.
Déjà vu, pensai ricordando la brutta esperienza vissuta.
Corsi senza esitare verso il mostro e lo colpii con una spallata che lo fece sbilanciare così tanto da ruzzolare a terra.
Sorrisi, ero diventata più forte oltre che più agile.
L'entusiasmo svanì quando guardai di lato dove c'erano i corpi martoriati di due bambini e due donne, sangue e budella sparse ovunque. Il mostro li aveva ridotti a un colabrodo in pochi secondi.
Mi montò una furia incontenibile. Era la stessa sensazione di quando Jaden era stato ucciso.
Quella cosa non è viva, non ha mai avuto un'anima, ringhiai dentro di me.
Mi guardai meglio attorno per cercare un'arma e, ignorando le urla del mostro, camminai verso il muretto contro cui mi aveva gettato. Il mostro mi attaccò con la sua forza poderosa ma io sfruttai quella stessa forza parando il colpo e facendomi arrivare a destinazione più velocemente.
Al di sopra del muretto c'erano delle grosse catene in ferro battuto arrugginite, usando un po' più di forza le staccai dal loro ancoraggio e cominciai a farle roteare sopra la testa.
Il mostro ringhiò per l'ennesima volta e si scagliò contro di me, ma lo colpii con una sferzata della catena. Il mio avversario rimase stordito per il tempo necessario per salire sul muretto, prendere lo slancio, saltare facendo un'acrobazia e salirgli sull'enorme testa putrida.
Il mostro si dimenò nel tentativo di disarcionarmi, ma io spezzai il terzo braccio sulla schiena e avvolsi il suo collo con la catena.
- Sarai anche molto forte, però sei dannatamente lento e stupido - gli dissi mentre stringevo sempre di più il cappio improvvisato.
Lui cercò di prendermi e di allentare la morsa invano.
Dopo alcuni minuti di lotta si immobilizzò e io di risposta, con le catene ancora in mano, scesi dalla schiena in un modo cosi brusco che gli sfilai la testa assieme alla spina dorsale dal corpo che cadde inerme sulle ginocchia.
Oh, no. Dovevo assorbirlo per tornare a casa, pensai maledicendomi per la mia impulsività.
Per sicurezza controllai se possedesse ancora la forza vitale e, per mia fortuna, confermai che ne aveva ancora molta, anche se stava rapidamente sparendo.
Gli tornai davanti, gli toccai il petto e lo assorbii. Fu una sensazione diversa dagli zombie, come se una scarica elettrica mi avesse pervaso tutto il corpo.
In quell'istante nel cielo si intravvide uno strano bagliore bianco, come se la barriera avesse subito una specie di sovraccarico. Quando avevo assorbito il Pilastro era cambiato qualcosa, solo che non sapevo ancora se fosse un bene o un male.