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mercoledì 9 agosto 2017

[Oneshot] Episodio 19




9 Aprile 2015


Era passato un anno da quell'incontro con la Gran Sacerdotessa, ero rimasta depressa dopo il massacro del Bayou e mi risollevai quando seppi della morte di Era a Jackson Square. I giornali ne parlarono in continuazione
quando fui chiamata al cellulare.
Accettai la chiamata. - Pronto.
- Oracolo, sono Steve. - mi rispose.
- Steve? Come fai ad avere il mio numero?
- Google. Volevo infirmarla che ho concluso la missione che mi ha assegnato. Sono pronto a tornare al suo servizio. - spiego Steve.
- Quindi hai dato la casa a Evaline... - dissi. Poi cambiai discorso. - Non sai che Era è morta? Non hai nessun dovere nei miei confronti.
- Sì, ho fatto tutto come aveva detto. Ho bisogno di distrarre la mente e aiutare lei è un ottimo modo, soprattutto dopo la morte di mio figlio Jaden. - continuò lui.
- Oh mio dio. Mi dispiace. - Per un attimo non ci arrivai, poi però ripensai all'amico di Tiffany decapitato da Jalaer Solair, il suo nome era Jaden.
Accettai la sua proposta e il giorno dopo era venuto, come aveva fatto vent'anni prima, alle otto del mattino.
- Comunque, non mi avevi detto che la donna a cui dovevo vendere la casa fosse così bella. Per poco non mi veniva un infarto. - scherzò durante una piccola pausa.
Io mi misi a ridere. - Sì, mia nipote Evaline è sempre stata meravigliosa, in tutti i sensi.
- Tua cosa? Oh, cavolo, dovevi dirmelo avrei... o forse no? - chiese alzando il sopracciglio.
Io mi limitai a sorridere. Poi cambiai espressione e diventai più seria. - Ho un altro compito per te. Stavolta, però, le mie capacità non ti aiuteranno. - gli confessai.
- Qualunque cosa, Oracolo. - mi fece un inchino.
- Scopri tutto quello che puoi su un portale dimensionale che potrebbe trovarsi qui a New Orleans. - gli ordinai.
- Se posso chiedere, come mai le interessa una cosa del genere? - Sembrava curioso ed eccitato all'idea di mettersi subito a lavoro.
- Era voleva il potere che si trova oltre quel portale, io voglio fare in modo che nessuno lo ottenga! - gli spiegai.
Lui sorrise e si mise subito a lavorare. Nei mesi successivi scoprimmo che in un sito sacro degli indigeni del Bayou esisteva una antica piramide, ma la sua esatta ubicazione era rimasta ignota. Scoprimmo anche il suo nome, o almeno la sua traduzione: Tempio Ancestrale.
Presi un vecchio foglio di carta ingiallito e cominciai a scrivere una lettera per Evaline in caso mi fosse successo qualcosa. Infatti tutto quel lavoro di ricerca aveva fatto irritare il nuovo Gran Circolo, composto dai capi di varie congreghe e creato per evitare una sanguinosa guerra per il potere in città.
Una notte Steve entrò di corsa in casa, aveva il fiato corto e il viso preoccupato. - Ho buone e cattive notizie. - disse bevendo un bicchiere d'acqua.
- Certo, prendi fiato e dimmi tutto. - gli appoggiai luna mano sulla spalla.
- Ieri pomeriggio l'hanno esclusa dal Gran Circolo... - disse lui col fiatone.
- Ah, meno male... e quella cattiva? - gli chiesi curiosa.
Lui mi guadò storto. - Era questa quella cattiva. L'altra notizia è che alcune persone sono apparse misteriosamente nel Bayou. Le hanno avvistate le sentinelle della coalizione del Reggente. - spiegò.
- Quante erano queste persone? - continuai.
- In sei, quattro uomini e due donne. - rispose Steve prendendo un bicchiere e bevendo dell'acqua.
- Arthur e i suoi compagni... quindi c'è sicuramente anche lui. - ragionai a bassa voce. - Quando è successo?
- Circa una settimana fa. - rispose ancora bevendo un altro sorso d'acqua. - Ma come mai sei così interessata a questi tipi?
- Hai detto che sono misteriosamente apparsi nel Bayou, giusto? E il Tempio Ancestrale si trova in un sito sacro nella palude. Sono convinta al cento per cento che questi sei individui provengano da un altro mondo. - gli spiegai.
- Significa che forse sono più pericolosi di quel che sembrano. Cosa facciamo? - l'uomo era davvero spaventato.
- Tu non immagini nemmeno quanto possano essere pericolosi. Faremo l'unica cosa che possiamo fare con la nostra attuale forza: nulla. Dobbiamo solo aspettare e vedere cosa succede. - gli sorrisi. Lui non sembrava convinto ma annuì lo stesso.
Mi spiaceva di non poter fare altro ma avevo un ultimo compito da svolgere. Se avessi agito diversamente non avrei mai più avuto la possibilità di incontrare quella persona e di conseguenza avrei cambiato il futuro. E questo non potevo permetterlo.


  
Per chi volesse contribuire in questo modo all'editing dei libri: Grazie mille.


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