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mercoledì 20 settembre 2017

[SpinOff] Episodio 3




Parcheggiammo davanti all'albergo The Siren Song un hotel extra lusso. Una volta entrati capii quanto era esclusivo quel posto, tutto nella hall faceva pensare ai soldi che venivano spesi da ricconi e figli di papà con le loro escort.
Bart andò alla reception, prese una chiave magnetica e tornò da me sorridente. Senza parlare mi accompagnò all'ascensore, entrammo e pigiò il tasto dell'ultimo piano. Quando le porte si aprirono di nuovo mi ritrovai nella suit reale completa di sala da pranzo con vista Quartiere Francese, salotto con divano enorme e schermo ultrapiatto sulla parete, cucina spaziosa, bagno lussuoso, uno studio privato ampio con vista Mississippi, e difronte allo studio una camera da letto da sogno.
“Non mi stupisce che nessuna di quelle ragazze non si sia lasciata andare!” ragionai.
Lui andò dritto in cucina - Vuoi da bere? -
Lo seguii guardando tutto con attenzione ma era tutto nella norma, tutto tranne lo studio che era chiuso.
Mi avvicinai e gli accarezzai il sedere - No, voglio qualcos'altro! - ero in ballo, tanto valeva ballare.
Lui sorrise, si versò del whisky su un bicchiere di cristallo e se lo scolò tutto in una volta. Lo guardai negli occhi, posai il suo bicchiere sul ripiano in granito, gli presi le mani e lo trascinai verso la camera da letto. Arrivati a lato del letto lui mi fermò e con uno scatto mi baciò in bocca, la cosa più schifosa che potesse capitarmi.
Staccai la mia bocca dalla sua e cominciai a spogliarlo - Prima tu soddisfi me. - e gettai la camicia sul letto - Poi io soddisfo te come tu desideri, ti va bene? - gli chiesi.
Lui mi guardò dall'alto in basso libidinoso - Sì, va benissimo! - ripose mentre mi levava la camicetta.
Lo spinsi sul letto ritrovandomi a cavalcioni su di lui, lo baciai di nuovo e gli slacciai pantaloni e i boxer, il suo pene era turgido. Appena vidi il suo pisello gli sorrisi e glielo toccai leggermente, lui ansimò di piacere. Poi gli presi un braccio e lo appoggiai alla testiera del letto, lui eccitato con l'altra mano libera mi afferrò un seno e cominciò a succhiarmi il capezzolo, rabbrividii ma andai avanti con il piano, con i denti strappai la camicia in due pezzi e gli legai il polso alla testiera.
- Ehi, quella mi è costata trecento dollari. - commentò con un sorriso.
Presi l'altro braccio e feci la stessa cosa - Oh, davvero? Peccato! - risposi, poi lo baciai con la lingua.
Mi girai, presi i pantaloni e con un po' più di forza strappai in due anche quelli e infine legai le caviglie di Bart ai piedi del letto. Lui lo credeva un gioco quindi non oppose resistenza.
“Perfetto! Ora non scapperà e non opporrà più resistenza.” pensai mentre tornavo di nuovo a guardarlo.
Gli sorrisi ancora e di nuovo gli toccai il pene e andare su e giù con la mano cercando di essere il più sensuale possibile, volevo che arrivasse al massimo dell'eccitazione. Dopo cinque minuti il suo prepuzio era diventato rosso, aveva gli occhi chiusi ed era pronto per eiaculare.
“È ora di farla finita!” esultai.
Con il piede presi la borsa, infilai la mano dentro e presi il coltello a serramanico, lo aprii delicatamente senza farmi sentire e sferrai il mio colpo con tutta la forza che avevo. Il taglio fu netto e preciso, il sangue sgorgò a fiotti sporcandomi il petto e una guancia, le urla di dolore di Bart erano una sinfonia per le mie orecchie. Con due dita raccolsi il pene reciso dal lenzuolo inzaccherato di sangue e glielo feci dondolare davanti agli occhi.
- Amore mio, apri la boccuccia! - gli risi in faccia.
In un momento di lucidità lui mi guardò negli occhi - Puttana... schifosa... io ti amm... azzo! - mi sbraitò.
Giocherellai con il suo pene tra le dita mentre schizzava ancora sangue - No. Non farai nulla. Vedi, il pene per andare in erezione assorbe il sangue dai capillari, tipo una spugna. La maggior parte del sangue cerca di confluire lì e... beh, in pratica morirai dissanguato. - gli spiegai in soldoni.
Con il dito feci pressione sulla ferita e lui urlò di nuovo di dolore, ne approfittai per ficcargli in bocca il suo stesso pisello - Questo è per tutte le ragazzine che hai stuprato e ucciso. Ora tocca a tutti i tuoi complici e so già dove cominciare a cercare. -
Presi dalla borsa un sacchetto di plastica con dentro degli indumenti puliti e scesi dal letto.
Cominciai a spogliarmi del tutto - Prima però devo farmi una doccia, così sono impresentabile non credi? Mi raccomando amore, non muoverti! - gli feci l'occhiolino e entrai in bagno.
Aprii il rubinetto della doccia e aspettai che l'acqua diventasse calda. Mi spogliai e tirai fuori i vestiti puliti facendo attenzione a non sporcarli di sangue, poi infilai quelli sporchi nel sacchetto di plastica.
Entrai nel box doccia e lasciai che l'acqua mi sciacquasse, rivoli rossi si fecero largo verso lo scarico.
Restai a pensare sotto l'acqua che mi picchiettava sulla testa. Pensai a come mi ero comportata, a cosa stessi facendo e al perché. Ero infuriata e più ci pensavo e più quella furia aumentava. Presi lo shampoo e mi lavai i capelli inzaccherati, lo feci per tre volte, non volevo lasciare tracce del bastardo su di me. Dopo l'ennesima risciacquata uscii dalla doccia, mi asciugai il corpo e i capelli, e infine mi rivestii con gli abiti puliti.
Presi il sacchetto con gli abiti sporchi e tornai in camera, Bartolomew era immobile con gli occhi sbarrati e le pupille arrossate, era soffocato nel suo stesso sangue.
“Uno in meno!” pensai mettendo il sacchetto dentro la borsa, guardai verso l'ufficio “Tentar non nuoce!” 
Andai vicino alla porta e provai a girare la maniglia ma come temevo era chiusa a chiave. Non avevo voglia di fare le cose per bene quindi presi lo slancio e tirai un calcio all'altezza della serratura. Con un rumore assordante la porta si aprì di scatto, all'interno non si vedeva nulla. Accesi la luce, come prima cosa vidi i numerosi quadri artistici di donne nude in bianco e nero, al centro una scrivania in acciaio nera e una sedia moderna. Sul lato sinistro dei scaffali bassi con dei raccoglitori impilati sopra. Sopra la scrivania un computer portatile e un altro raccoglitore nero.
Mi accomodai sulla sedia e accesi il computer, volevo trovare le prove degli orrori perpetrati da Bartolomew. Di solito i maniaci predatori come lui collezionano trofei delle loro vittime.
Cliccai ogni cartella e ogni applicazione ma non trovai nulla. Per un attimo mi venne un brivido su per la schiena “E se mi fossi sbagliata? Se fosse stato solo un povero pervertito innocuo?” provai a ripensare a tutto quello che avevo trovato su di lui e sulle vittime “No, non mi sbaglio!”
Aprii tutti i cassetti certa di trovare quello che cercavo ma non trovai nulla - Cazzo! - sbraitai.
Tornai sulla sedia e per la rabbia buttai tutto a terra. Stavo per gettare la spugna quando notai il raccoglitore che si era aperto. All'interno c'erano le foto delle ragazze scomparse prese in varie angolazioni.
Cominciai a sfogliare le pagine, era diviso in sezioni e ogni sezione era dedicata a una ragazza diversa. Ogni inizio sezione aveva applicata una ciocca di capelli della ragazza ritratta. Alla fine del raccoglitore una lista di numeri di telefono e nomi.
- Jackpot! - esultai.





Per chi volesse contribuire in questo modo all'editing dei libri: Grazie mille.



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