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mercoledì 7 febbraio 2018

[Spinoff] Episodio 23





Feci un cenno a Warren e lui mi raggiunse davanti all'entrata della base.
- Hai un piano? - mi chiese.
- Più o meno. So dove trovarlo ma non so se riuscirò a farcela da sola, possiede i poteri di quattro congreghe - gli spiegai.
Lui mi guardò dubbioso. - Okay, quindi stai andando a combattere contro un tizio che, oltre a lanciare fulmini dalle mani, ha anche altri tre poteri?
- Quella è l'idea - risposi.
- A rigor di logica sarebbe un maledetto suicidio - mi sussurrò furioso.
- Ma io ho queste - e poggiai la mano sul fianco, dove tenevo le pistole.
- La classica frase da spaccone americano, certo - sbuffò.
Io gli diedi uno scappellotto contrariata. - Ricordi cosa di ho detto ieri? - lui fece sì con la testa. - Bene, tu non puoi aiutarmi in quelle condizioni quindi devo farlo da sola. Tranquillo, non morirò - gli dissi.
Poi senza dargli il tempo per rispondere uscii dal garage, tornai alla moto e partii per raggiungere Mandes.
Durante il tragitto ripensai a tutto quello che era accaduto: Warren che veniva rapito, torturato da un tipo obeso, il fatto il Reggente che avesse informazioni che neanche i Cani da Guardia potevano reperire, lo strano modo di comunicare con il Gran Circolo di Houston e la morte di Den.
Quel bastardo lavora sicuramente per la Compagnia sin dal principio, imprecai. Non volevo pensarlo, ma forse era responsabile anche dell'attacco al Gran Circolo di New Orleans.
Aumentai la velocità, volevo raggiungere la casa di Chuck il più in fretta possibile, non vedevo l'ora di piantargli una pallottola in fronte. Una volta arrivata capii subito che se n'era andato, il posto era completamente ripulito, nessuna roulotte, nessuna auto senza ruote e nemmeno le sedie e il frigo portatile per birre. Nulla.
- Figlio di puttana! - sbraitai calciando il terreno per la frustrazione.
Cercai di calmarmi, poi presi il cellulare e telefonai a Warren. - Ho bisogno di informazioni, Chuck è sparito.
- Aspetta, cherie. Ora chiedo. - rispose e rimasi ad aspettare qualche secondo. - Ecco qua, se il nostro Chucky si vuole nascondere nel Bayou, un posto potrebbe essere l'isola dove si radunano i nativi di questa zona.
- Potrebbe essere? - chiesi spazientita.
- Beh, cherie, tu hai detto che sono congreghe antiche, quindi perché non usare un posto antico per riunire le congreghe? Sai, rievocazioni, sabbat, estbat, sacrifici. Cose di questo tipo. Abbiamo controllato il libro nero che la nonna di Amita le ha lasciato e sul bordo di una pagina c'erano delle coordinate e indovina? Puntano proprio su una di queste isole - spiegò il ragazzo.
- Okay, mi hai convinta a sacrifici. Mandami quelle coordinate - gli chiesi.
- Già fatto, mon amour - rispose
- Grazie - gli dissi e riattaccai.
Controllai con Google Maps l'ubicazione e scoprii che era davvero un'isoletta in mezzo alla palude e alla boscaglia. Rimontai in sella alla moto e partii. Corsi come una pazza fino ad arrivare a una strada sterrata, la percorsi per intero ritrovandomi in un accampamento con tende di varia grandezza e de molti colori. La gente che ci abitava era varie età, da bambini ad anziani, e tutti guardavano me attoniti. Provai a percepire la loro forza vitale e scoprii che erano tutti delle streghe.
Forse non si aspettavano di vedermi, sorrisi. Di sicuro avevo sortito l'effetto sorpresa.
Sganciai il cavalletto, spensi il motore e smontai dalla moto. - Sto cercando il Reggente, sapete dov'è? - chiesi.
- Chi lo vuole? - mi fece uno degli uomini più anziani. Era incappucciato da un mantello bianco.
- Kaillena Mine, ho delle domande da fargli - gli risposi.
- Non ho mai sentito il tuo no... - provò a dire mentre si toglieva il cappuccio ma si bloccò appena mi vide. Rimase a fissarmi per qualche secondo, poi mi fece segno di seguirlo. - Mi scuso per il mio comportamento. Prego da questa parte.
L'anziano mi accompagnò in rigoroso silenzio attraverso tutto l'accampamento. C'erano due tende grandi vicino l'unica via d'accesso, una adibita a mensa e l'altra a ospedale da campo. Oltrepassate queste due strutture c'era uno spazio con vari terrazzamenti in pietra con numerose tende da campeggio. A destra una costruzione in legno che veniva usata come campo d'addestramento. Ed infine la tenda più grande situata al centro perfetto dell'isola. Non riuscivo a capirne l'utilizzo ma era grande come quella di un circo.
Proprio davanti l'entrata di quel tendone c'era la mia prossima vittima. - Dolcezza, cosa ti porta da me? - Era palesemente una presa in giro.
- Iniziamo dal perché hai tradito il Gran Circolo di New Orleans - gli risposi.
- Affari, devo mantenere un posto di rilievo per continuare ad essere potente - spiegò.
- Hai fatto un patto con la Rodes per rimanere il Reggente, ecco perché hai rifiutato la proposta del Gran Circolo ad unirti a loro - ipotizzai.
Chuck alzò le spalle. - Ops, colpa mia.
- Hai fatto portare Warren a Houston per avere più informazioni possibili sulla Compagnia, scommetto che ti hanno tagliato fuori dai loro piani, vero? Ma hai fatto anche un grave errore. - ragionai a voce alta in modo che i presenti potessero sentire.
- Prego, continua, è interessante - mi fece lui.
- Hai ammazzato a sangue freddo un mio amico, e adesso sono qui per pareggiare i conti - ringhiai.
Chuck batté le mani. - Ottima deduzione, davvero. Ma guardati meglio attorno.
Feci come aveva detto stando attenta a non abbassare mai la guardia. Da prima vidi l'anziano che tremava in ginocchio, poi alzando lo sguardo vidi le altre streghe attorno a noi pronte ad attaccare. Quello che era strano era il loro viso, sembrava come se dovessero agire in quel modo.
All'inizio non capii, poi però l'illuminazione. - Sono tutti sotto il tuo controllo.
- Abbiamo Capitan Ovvio qui con noi - esultò il Reggente.
- Quindi non sei un genio informatico, sei solo un eunuco che fa fare tutto il lavoro ai suoi uccelletti - provai a insultarlo.
Lui si mise a ridere. - Bell'analogia, te lo concedo. Ma adesso cosa ne facciamo di te? - si rivolse ai membri della Coalizione.
Con uno scatto estrassi le armi e provai a colpirlo ma lui alzò un muro di terreno a proteggersi. Gli altri membri della Coalizione cercarono di attaccarmi con i loro poteri ma io sparai una raffica ai loro piedi sperando di farli desistere.
- Voi non centrate nulla, non voglio farvi del male - urlai.
- Non possiamo farne a meno, se lui ordina noi obbediamo - mi spiegò l'anziano con espressione dispiaciuta.  


Per chi volesse contribuire in questo modo all'editing dei libri: Grazie mille.


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