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mercoledì 25 aprile 2018

[Spinoff] Episodio 34


Una volta tornati al garage raccontai tutto ciò che era successo ad Amita. Lei, senza dire una parola, mi abbracciò e scoppiò in un pianto liberatorio. Aveva atteso quel momento per molto tempo ed era bastata la conferma che Chuck fosse morto per liberarsi di quel peso.
- Mi dispiace - mi fece lei singhiozzando.
- E di cosa? - le chiesi.
- Di essere stata una vera stronza con te - mi rispose Amita.
- Non c'è problema, lo considero un modo che ha il karma per dirmi di far pace con la mia amica Evaline - le sorrisi.
Amita si asciugò le lacrime. - Non credo che il karma funzioni così - Sorrise.
Warren fece spazio sul tavolo e tirò fuori la planimetria e, assieme a Alan, cominciò ad esaminare gli appunti di Chuck. Dopo una decina di minuti di conversazioni inutili Alan si mise a urlare per far smettere Warren di criticarlo.
- Ma che razza di piano è? - sbottò Warren lanciando una penna sul muro.
- Il piano di un folle... credo - rispose Alan intimorito dall'amico.
- Ma dai? Come minimo, cazzo. Come si fa solo a pensare una cosa così assurda? - continuò Warren.
Mi ero stufata di sentirli litigare quindi li raggiunsi e guardai male Warren. - Stai spaventando Alan.
- Oh, poverino. Fagli affondare la faccia in mezzo a quel meraviglioso seno, visto che ci sei - continuò col suo sfogo, anche se aveva un tono amareggiato mentre mi guardava il petto.
Alan mi guardò con occhi dolci. - Posso? - mi chiese.
- No - risposi secca a Alan, poi mi girai verso Warren. - Okay, spiega, qual è il problema? - cercai di essere la più calma possibile.
Warren prese un tablet e cominciò a sventolarlo in giro. - Il problema è che quel coglione di Chuck voleva sabotare la struttura di Melinda Rodes infestandola di topi.
- Non mi sembra un cattivo piano, se usi un magliaio di topi affamati possono creare danni considerevoli ai cablaggi e potrebbe essere un discreto diversivo - gli risposi.
- No, no, no. Lui voleva addestrare alcuni ratti e fargli attaccare l'attrezzatura delle vasche - spiegò Warren.
Guardai Alan per avere conferma e lui annuì.
Rimasi a bocca aperta. - Ma che cazzo...? - Non avevo mai sentito un piano d'azione più stupido di quello in vita mia.
- E chi li avrebbe addestrati i ratti, il Maestro Splinter? - fece Amita alle mie spalle.
- Secondo i suoi folli calcoli, avrebbe impiegato anni per creare la razza di ratto perfetta per il piano - disse Alan facendo il segno del fuori di rotella con il dito.
Warren gettò il tablet che aveva in mano sul tavolo. - Ecco, appunto.
Mi sedetti sulla prima sedia a portata di mano. - Cristo Santo. E pensare che quelle persone erano sotto il controllo di un tale imbecille... - sbottai ancora incredula.
- Almeno ce lo siamo tolti di torno una volta per tutte - rispose Warren esausto per la frustrazione.
Ci fu qualche secondo di silenzio poi dal nulla Alan si mise a ridere. - Ratti. Maestro Splinter. Adesso l'ho capita. Forte.
Io, Amita e Warren restammo attoniti da quella confessione.
Scrollai la testa e provai a trovare una soluzione assieme agli altri ma non trovammo punti deboli nella struttura. Era quasi del tutto inespugnabile tranne che per il cancello principale: la grata non era quella originale ed era per fare scena più che per tenere fuori le persone.
Per giorni provammo a fare simulazioni e piani alternativi ma il risultato era sempre lo stesso: fallimento.
Purtroppo la speranza di agire prima di vedere le streghe impazzite per strada sparì quando sul web cominciò a girare in cui degli invasati attaccavano a testa bassa la U.S.S. Samaritan attraccata a Belle Chase. Le streghe erano state annientate mentre tra i marinai della nave ci furono molti morti e feriti. Era come vedere un vecchio film documentario sulla Grande Guerra in full HD.
- Quella gente è pazza, alcuni hanno continuato ad avanzare anche con il corpo ridotto a un groviera... - sbottò Warren disgustato.
- Cazzo, se ci si mette la marina il mondo delle streghe verrà scoperto - cercai di ragionare a voce alta.
- Nei telegiornali non se ne è parlato, significa che è stato tutto insabbiato. Ho trovato la versione integrale per caso nel web sotterraneo - spiegò Alan fissando lo schermo e riavviando il video.
- Perché la marina dovrebbe insabbiare una cosa del genere? - gli chiesi.
- Perché il capitano della U.S.S. Samaritan, Natan James, e tutti i suoi sottoposti sono la cellula di Inquisitori di New Orleans. E a quanto pare, grazie a questo attacco, i nostri militari si sono attivati per trovare i responsabili - rispose Alan.
- E che tipo di metodi usano questi Inquisitori? - chiese Amita con un po' di timore per la risposta.
- Il metodo di Kaileena: prima spari e poi fai le domande - rispose il ragazzo.
- Ah, bene, confortante... - sbottò Amita.
La maggior parte delle volte funziona, pensai scocciata.
- Come fai a sapere queste cose? - gli chiesi. Io non gli avevo detto nulla di tutto ciò e gli Inquisitori erano una società segreta quindi trovare informazioni su di loro ere un'impresa quasi impossibile.
- Mentre voi andavate in giro per il mondo, il sottoscritto, tra le altre cose, si è documentato sul mondo delle streghe. Che c'è, mi annoiavo - provò a giustificarsi alla fine.
Improvvisamente Warren, che stava guardando un film, esultò: - Ragazzi, mi è venuta un'idea. -
- Cioè? - chiese Amita.
- Semplice, usiamo il piano dell'idiota di Chuck ma al posto dei poveri roditori usiamo i droni - rispose Warren.
- Ma come, se fino a stamattina dicevi che era un piano da psicopatici deviati? - chiese ancora lei.
- Il mio lo è ancora di più, ma al contrario del suo, funzionerà. Il problema è che ci serve molto materiale e non dobbiamo farci notare mentre lo recuperiamo - spiegò lui mentre ragionava.
- Oh, sì. Se sto pensando a quello che tu stai pensando...? - Ad Alan gli si stavano illuminando gli occhi dall'eccitazione.
- Sì, mon amie, è esattamente quello a cui sto pensando - gli rispose Warren.
- Io sono una delle migliori ladre in circolazione, non è un problema trovare tutto l'occorrente - feci.
Warren sorrise e ci fece partecipi del piano che aveva escogitato e lo perfezionammo al meglio delle nostre possibilità. Ci mettemmo al lavoro per trovare tutto il necessario e sistemare i dettagli. Era diventato un buon piano e finalmente potevo avere la mia vendetta sulla responsabile della morte dello zio Mei.

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