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mercoledì 19 luglio 2017

[Oneshot] Episodio 16




20 Luglio 1994


Nell'estate del 94 durante una passeggiata nel Quartiere Francese notai la casa dove Evaline sarebbe vissuta con la sua congrega. Provai ad entrare quando fui fermata un uomo in giacca e cravatta.
- Mi spiace ma questa casa è sotto sequestro. - mi disse l'uomo.
- E per quale motivo? - gli chiesi.
- Qui ci viveva una famiglia di quattro membri: madre, padre, figlia e figlio. Tre mesi fa sono stati trovati brutalmente uccisi. Crediamo siano stati i membri di una setta Voodoo, una sola persona non può decapitare, squartare e ridurre a pezzi quattro persone in meno di un'ora, no? - mi chiese come se io dovessi confermare o smentire tale affermazione.
Voodoo? pensai. C'è una sola strega che avrebbe bisogno di quattro sacrifici per un rito Voodoo: Jalaer Solair ragionai.
Mi schiarii la voce e tornai a guardare l'uomo. - Orribile... Quando sarebbe possibile acquistare l'immobile? - gli chiesi.
- Non appena le indagini non saranno finite, forse prima... - rispose in modo torvo.
- Bene... non credo che riuscirà a vendere questa casa molto presto, con la storia che c'è dietro. - Presi un pezzo di carta da un tavolino lì vicino e scrissi il mio numero di telefono. - Ecco, mi chiami non appena sarà acquistabile, la prego!
L'uomo accettò di buon grado e io tornai a casa. Sapevo che lo avrebbe fatto perché vendere una casa dove era stato commesso un delitto così efferato non era semplice.
Il mese dopo l'uomo mi chiamò e io comprai la casa come da accordo e mi feci accompagnare da Steve. Spesi tutti i miei risparmi sia per l'acquisto che per l'arredamento, compresa una libreria in quercia italiana.
Ci misi una settimana a incidere a mano tutti i simboli di protezione che conoscevo, anche se sapevo che non sarebbero serviti a nulla senza infondergli forza vitale.
- Perché ha comprato questa casa? - mi chiese Steve.
- Perché una mia cara amica verrà a viverci un giorno e voglio che sia tutto perfetto. - gli risposi dopo aver gettato alcuni cocci nella pattumiera.
Steve si mise a ridere. - Lei e le sue strambe teorie...
- Sì, lo sono. - feci un profondo respiro. - Ma tu ti fidi comunque di me, vero?
- Devo confessarle che all'inizio non mi fidavo per niente. Ma dopo tutto quello che ho visto, le affiderei la mia vita signora Deraneau. - mi rispose.
- Bene, perché è quello che dovrò chiederti. - mi feci seria.
- In.. in che senso? - mi domandò turbato.
- Vorrei che tu e tua moglie veniste a vivere qui. Cercate casa per la bambina, no? - continuai cercando le chiavi della casa.
- No, io non posso accettare... lei ha speso tutti i suoi soldi per... - provò a tirarsi indietro.
- Ma io non te lo chiedo a gratis. Voglio che tu accudisca questo posto finché una donna di nome Evaline non ti farà un'offerta di vendita. Il prezzo fallo tu, non sarà un problema per lei, fidati. - gli spiegai.
- E come farò a riconoscerla oltre al nome? - mi chiese ancora.
- Sarà inconfondibile perché ha due bellissimi occhi viola. - gli sorrisi porgendogli le chiavi.
Lui rimase a bocca aperta, poi mi fece un piccolo inchino. - Per me sarà un onore, Oracolo!
Gli sorrisi e gli appoggiai una mano sulla spalla. - Grazie, Steve!
Poi il ragazzo si girò verso la libreria. - E quei simboli servono per?
- Oh, niente. Solo a proteggere la più grande raccolta di grimori che questa città ha da offrire. - risposi.
- Vuole che faccia un rito per rendere quei simboli efficaci? - chiese lui.
Io gli sorrisi. - Mi faresti davvero felice. Mi raccomando, qualcosa di non percepibile.
- Certo, ho quello che fa per noi. - mi fece l'occhiolino.
Quando Steve finì il suo rito tornai a casa sapendo di aver lasciato un piccolo segno e un aiuto alla mia Sacerdotessa.


Per chi volesse contribuire in questo modo all'editing dei libri: Grazie mille.


Libri Precedenti.


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