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mercoledì 28 giugno 2017

[Oneshot] Episodio 13




3 Luglio 1967


Eravamo sconvolti dalla perdita, Mei si era gradualmente allontanato dal gruppo. Capivo quello che provava, avevo gli incubi per quello che era successo ma sapevo che era solo paura di perdere il mio Joseph. Un anno dopo io e mio marito avevamo fatto pace, dopotutto la colpa non era di nessuno dei due.
Il secondo anno dalla morte di Akemi il padre di Samari rimase ucciso durante lo scontro con una giovane Strega Oplita e il posto di Reggente era rimasto vuoto. Come tempo addietro, per risolvere quella questione doveva essere eletto un nuovo Reggente o ci sarebbe stata una carneficina. Il problema era che l'unica che poteva rivendicare quella carica era proprio Samari.
Ci serviva il gruppo al completo per evocare il timore per le Leggende di New Orleans quindi andai a trovare Mei. Sapevo dove trovarlo perché amava profondamente Akemi.
- Ciao Mei. - dissi avvicinandomi a lui. Come previsto era davanti la lapide di sua moglie.
Lui sogghigno irritato. - Non sono stato chiaro due anni fa quando vi ho detto che non volevo avere più niente a che fare con voi?
- Sei stato cristallino, ma abbiamo bisogno del tuo aiuto. non te lo chiederei se non fosse davvero necessario. - gli risposi con tutta la sincerità che riuscivo a trasmettergli.
- E di cosa si tratterebbe esattamente? - continuò a chiedermi lui.
- Il padre di Samari è morto in uno scontro. Il ruolo di Reggente è vacante e... - provai a spiegargli ma lui si mise a ridere interrompendomi.
- E se non interviene qualcuno molte persone moriranno. Sai quanto me ne frega. E poi come diavolo ha fatto il vecchio a farsi ammazzare con il potere di quattro congreghe? Doveva essere davvero stupido, no? - disse Mei con il suo solito sarcasmo nero, poi si girò e fece per andarsene dicendo: - Non mi interessa. Sbrigatevela da soli, io ho chiuso con questa merda.
Non poteva andarsene così quindi feci quello che avevo promesso di non fare mai. - A molti anni da ora incontrerai una Legionaria dagli occhi viola che avrà bisogno del tuo aiuto.
Mei se fermò. - E con questo? - chiese con la voce tremante.
- Lei ucciderà Lohn con la Honjo Masamune di Akemi. - gli rivelai. Lo avevo saputo dopo il funerale di Mei da Tiffany mentre mi raccontava le avventure che avevano vissuto col vecchietto.
Lui si girò e mi fissò turbato. - A parte il fatto che le Legionarie sono estinte da secoli ma come fai a sapere che la katana di Akemi...? - provò a chiedere ma io semplicemente gli sorrisi. - Lasciamo perdere. Hai vinto, ma questa è l'ultima volta. Dopo di che voglio essere lasciato in pace, d'accordo? - chiese infine.
- Affare fatto! - risposi con un po' di malinconia. Gli porsi la mano che lui strinse per suggellare il patto.
Usammo l'auto di Joseph per raggiungere il luogo dove si sarebbe svolto il rito: una parte del Bayou con un'isola di terra ferma circondata da palude e boscaglia incontaminate.
Samari riuscì a presentarsi in tempo e partecipare allo scontro come quinta combattente. Grazie alla nostra fama di Leggende eravamo riusciti a passare il blocco che avevano messo nell'unica strada che portava a quell'isoletta sperduta.
Quando cominciarono gli scontri, uno contro uno mortali, Samari sembrava in difficoltà perché non voleva uccidere il suo avversario. Però, appena capì che la stessa regola morale non valeva per l'altro partecipante si decise e gli spezzò il collo. Una luce brillò sul petto del perdente, Samari gli guardò tra i vestiti e strappò quella che sembrava una collanina. Lo stesso avevano fatto gli l'altro partecipante sopravvissuto allo scontro.
L'ultimo match fu un tutti contro tutti dove Samari era stata accerchiata dai suoi due avversari ma con l'astuzia che la contraddistingueva riuscì a ferire gravemente uno e finire l'altro, anche se a fatica. Prese un attimo di fiato e barcollando andò dal secondo che strisciava a terra con la gamba rotta. Lo girò a pancia in su, si inginocchiò sopra il petto e lo strangolò a morte. La prima parte del rito si concluse con la vittoria di Samari.
Samari ci venne incontro, il suo volto era un misto di gioia per essere sopravvissuta e la delusione per essere stata costretta ad uccidere tre persone. - Mi dispiace che abbiate assistito a una cosa così brutale... - ci disse affranta.
- Non preoccuparti, tutti noi abbiamo visto e fatto di peggio. - cercò di rassicurarla Joseph.
Lei fece un debole sorriso. - Hai ragione.
- Ma non pensare che tu non debba sentirti in colpa, delle vite sono state spezzate per rivendicare la tua vittoria e consegnarti il potere di Reggente. - fece un signore anziano dietro Samari.
Dietro quest'ultimo c'erano altri tre anziani con al collo i ciondoli dei perdenti illuminati di un colore bianco innaturale.
- Certo, sacerdote Saro. - si inchinò Samari.
- Ora vieni con noi, dobbiamo fare in fretta. - continuò Saro indicandole una grande tenda sul lato ovest dell'isoletta.
Samari ci salutò con un sorriso e seguì gli anziani ed entro nella tenda.
Io, Joseph e Mei restammo ad aspettare che uscisse. In quell'arco di tempo l'unica cosa che notai furono delle piccole luci simili a lucciole che si innalzavano come una colonna dal centro della tenda. In quel momento capii tutto: i ciondoli assorbivano la forza vitale dei perdenti al momento della morte per poi trasferire le loro capacità attraverso un rito simile alla diablerazione.
Samari uscì dalla tenda all'alba, era in piena forma ed era diventata ufficialmente la nuova Reggente. Questo implicava che non avrebbe più fatto parte attiva delle Leggende.



Per chi volesse contribuire in questo modo all'editing: Grazie mille.


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