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giovedì 1 settembre 2016

Stagione 2 Episodio 8



Jolene appoggiò la schiena sullo schienale della sedia, fece un sospiro pesante. Si stava immaginando la scena: morti ovunque, gli edifici in fiamme, l'intervento dell'esercito e chissà cos'altro. La capivo anche se in parte, non ho mai assistito al massacro vero e proprio, lotte per il potere e per la supremazia molte, ma una guerra in piena regola mai.
- Quindi, cosa facciamo adesso? - Tiffany era visibilmente preoccupata.
- La cosa migliore sarebbe quella di far uscire dalla città la Matriarca senza farsi scoprire. - ragionò Mei.
Lo guardai male - Davvero? E come pensi di passare inosservato a New Orleans? Il Quartiere è perfetto per sparire. Ma se qualcuno per qualche motivo aprisse bocca il Gran Circolo scoprirebbe subito dove si trova e a quel punto sarebbe la fine. - spiegai con una leggera foga nella voce.
- Che intendi fare dunque? - lui alzò le braccia esasperato.
Ragionai, se fossi riuscito a capire l'atteggiamento degli esponenti del Concilio sarei riuscito a creare un piano abbastanza sicuro per far scappare Thessa - Voglio incontrare questi tizi. Voglio capire come sono e chi sono. - decretai.
Mei scoppiò in una risata aspra - Credi davvero di poterli incontrare senza invito, o senza rischiare di morire? -
Sorrisi - Certo, basterà convincere uno di loro a portarmi con lui o lei, con le buone o con le cattive. - lo fissai, speravo potesse indicarmi almeno una di quelle streghe.
Mei rimase in silenzio a fissarmi, Tiffany non batté ciglio, Jolene era ancora sconvolta dal probabile esito quella faccenda, e Francis non fiatò. Il silenzio nella sala era tale che si riusciva a sentire il personale lavorare per tutto il piano.
- Non ho altra scelta, ti ci porterò io! - dichiarò poco convinto.
Strabuzzai gli occhi - Tu? Ma come... - e mi fermai, guardai gli altri per un istante anche loro erano rimasti di sasso, alla fine capii.
- Faccio parte del Gran Circolo, e guarda caso fra poche ore si terrà una riunione. - aveva la voce grave, non gli piaceva per niente quel piano.
Incrociai le braccia e lo guardai "Questa mi è nuova. Però pensandoci bene non mi stupisce più di tanto."
Le espressioni degli altri erano un misto tra rabbia, preoccupazione e incredulità. Un po' li capivo, provavo anch'io quelle emozioni, ma capivo anche la situazione di Mei: la sua congrega ricostituita, i problemi nel gestire molte persone, e i vari nemici che potrebbero invadere il loro territorio.
- Volevi tenerci nascosto questo piccolo dettaglio, vero? - lo accusò Tiffany.
- Sì, perché volevo evitare questo vostro atteggiamento nei miei confronti. - Tiffany sbuffò contraria, ma lui continuò - Ho agito in questa maniera solo per il benessere della mia congrega e non devo dare altre giustificazioni a voi. - rimbeccò lui.
Ci ammutolimmo. Quello che aveva detto era vero, lui faceva tutto per il bene della sua congrega, non della nostra. Il fatto che ci aiutasse era solo un modo gentile di dimostrarci gratitudine per ciò che avevamo fatto per lui mesi prima.
- A nome di tutti, mi dispiace. - gli dissi con un leggero inchino della testa.
Mei sospirò - Non importa, è anche colpa mia. Dovevo informarvi della situazione invece di tenervi all'oscuro. -
Sorrisi - Altre cose da riferirci? - era meglio se sputava tutto e subito piuttosto che tenerci nascosti altri dettagli.
- Purtroppo non ho altro da aggiungere. Trovare informazioni attendibili sulle altre congreghe è pressoché impossibile. Molte voci di corridoio a nulla di più. - spiegò - Ho anche saputo che avete incontrato guai ieri sera e che siete state costrette a combattere davanti a moltissimi testimoni. Cos'è successo esattamente? -
Guardai Tiffany e lei guardò me preoccupata - Ecco, noi stavamo... - provai a dire ma fui interrotta da Tiffany.
- Una strega ha perso il controllo sulla Bourbon, è andata fuori di testa, e ha ucciso molte persone. Sono intervenuta e l'ho uccisa prima che facesse del male ad altra gente. - il suo sguardo era rivolto verso il basso.
Mei si picchiettò il mento riflettendo - Una strega che perde il controllo, in piena vista e per di più in un luogo affollato. Sembra che qualcuno voglia attirare l'attenzione più del dovuto. -
- La ragazza, in un momento di lucidità ha detto che le persone che le hanno fatto perdere le facoltà mentali erano persone senza anima ma avevano solo la loro fede. Potrebbero essere i Crociati? - chiese Tiffany timorosa.
- Non è nel loro stile, ma potrebbero aver cambiato i piani. In ogni caso anche questa è una minaccia bella grossa da non sottovalutare. - spiegò il vecchio sempre più incupito.
Tiffany fece un profondo respiro – D'accordo! Ho bisogno di allenarmi e di diventare più forte quindi, mi puoi aiutare? - il suo sguardo era quello di supplica.
- Certo, puoi allenarti con i nostri migliori maestri di arti marziali. Anche se per inciso, non penso tu possa migliorare di molto. - rispose lui.
- Non mi interessa. Diventerò più forte ad ogni costo! - urlò con tutta la voga che aveva.
- Va bene... - Mei si alzò e fece per uscire - Venite vi accompagno in palestra. -
Tutti noi lo seguimmo e dopo essere tornati al piano terra, girammo a destra delle scale, dopo aver attraversato una grande porta ci ritrovammo davanti una palestra attrezzata di tutto punto. Alcune decine di uomini e donne si stavano allenando, Mei ne chiamò uno e chiese di allenare Tiffany.
Lei per tutta risposta diede da subito il massimo e riuscì a battere facilmente il primo maestro. In pochissimo tempo tutti nella palestra volevano combattere con Tiffany che non si tirò indietro.
Riuscì a battere tutti gli avversari minori ma quando fu il turno delle Streghe Combattenti di Mei, due uomini e due donne dall'aspetto molto forte, la situazione cambiò drasticamente. Tiffany sembrava in difficoltà, non riusciva a tenere testa a quattro di loro e finì al tappeto in poco tempo.
Nella sala si sparse una risata sarcastica e tutti ritornarono ai loro allenamenti. Poco dopo però Tiffany tornò alla carica sfidando i quattro che l'avevano sconfitta. Non ci fu nulla da fare, perse anche quella volta. Il suo sguardo era pieno di paura e sembrava lontana con la testa, ma continuò a sfidarli ancora e ancora ma veniva sconfitta ogni volta. Per un istante sembrava stesse per piangere ma non feci nulla per consolarla, perché non c'era nulla che potessi fare in quel momento che potesse funzionare.
Passammo così il pomeriggio guardando i fallimenti di Tiffany finché non arrivò il momento della riunione del Gran Circolo. Il piano prevedeva di andare da solo assieme a Mei e che gli altri rimanessero alla base del vecchietto finché non fossimo tornati. Il problema era che dovevamo andare disarmati, per me significava essere praticamente quasi senza difese.
Prendemmo una limousine, Mei mi diede un mantello nero con cappuccio molto largo da indossare.
- Scherzi vero? Io non mi metto questo coso! - sbottai.
- È la regola, serve per mantenere l'anonimato. Fidati. - mi sorrise lui.
Riluttante indossai il mantello e mi infilai il cappuccio che mi cadeva abbondantemente sul viso, notai la fattura del cappuccio, risultava più larga e quindi si riusciva a vedere perfettamente all'esterno.
Dopo un po' la macchina si fermò, uscimmo e subito mi accorsi di essere davanti al cimitero, il ritrovo del Gran Circolo era uno dei tanti cimiteri di New Orleans.



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