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lunedì 26 settembre 2016

Stagione 2 Episodio 25



Oscurità. Pacifica e silenziosa. Nessun problema e nessun dolore in quel posto.
Speravo di rimanere in quel oscuro luogo per sempre. Niente streghe, niente pazzoidi con le armi in mano, niente dolore.
Dolore. Il dolore di aver perso la donna che amavo alla follia e io non ero riuscito a fare niente per salvarla. Era successo tutto troppo in fretta.
Dolore. In quel posto oscuro e silenzioso non c'era o era ben nascosto da quella sensazione di pace.
Non ricordo quanto tempo per me fosse passato ma ricordo perfettamente la sensazione di vuoto, mi sembrava di galleggiare. Nemmeno i miei pensieri sembravano un problema, mi passavano attraverso come se io stesso fossi stato inconsistente. Tutti tranne uno.
Erik” non era un mio pensiero ma quello di una donna che sembrava lontana.
La sensazione era quella che e avessi risposto sarei uscito dal mondo oscuro in cui mi ero rintanato, ignorai la voce.
Erik, svegliati!” continuò quella voce, sembrava più vicina e aveva qualcosa di famigliare.
Provai a tapparmi le orecchie ma la voce continuò ad entrarmi in testa.
Non puoi stare lì. Il tuo compito non è finito. Abbiamo un sogno io e te e non posso lasciare che tu ti arrenda.” mi disse la voce femminile.
Scrollai la testa, volevo che uscisse e che mi lasciasse in pace.
Lo so, stai soffrendo. Anche il mio cuore è a pezzi e sta sanguinando. Se solo avessi la possibilità di tornare indietro... ma si può solo andare avanti. Affronta il tuo dolore, non ripudiarlo. Ti starò sempre accanto Erik, è una promessa.” la voce era dolce e calma, piena di calore.
Mentre la voce parlava il cuore cominciò a farmi male. Mi rannicchiai per il dolore e mi strinsi il petto.
Dopo un po' un luccichio si fece spazio nel buio, quella luce bianca mi faceva paura, non volevo tornare nel mondo, non volevo soffrire, non volevo vagare in quel mondo senza Tiffany. Non volevo e basta.
La luce mi investì accecandomi. Un'istante dopo riaprii gli occhi accorgendomi di essere in una stanza circondato da Francis e Jolene che dall'alto mi guardavano sollevati.
Richiusi gli occhi, volevo tornare indietro ma non ci riuscii. Sospirai, girai la testa e riaprii gli occhi, davanti a me seduta su una sedia c'era la causa di tutto quel dolore, Thessa, con lo sguardo rivolto verso il basso.
Una mano mi toccò la spalla - Mamma, stai bene? - mi fece Jolene.
Mi alzai, notai che ero a casa e nel mio letto, mi misi seduto e la guardai negli occhi - No! - le risposi.
Lei distolse lo sguardo . Sei rimasta incosciente per tre giorni, ero solo preoccupata per te! - e si alzò dal letto. Io non dissi nulla, non sapevo nemmeno cosa dire o fare.
Francis prese l'iniziativa - Scusa se te lo chiedo ma ti ricordi cos'è successo l'altro giorno? -
Abbassai la testa, non volevo vedere nessuno - Tiffany... è caduta nel portale e io sono andata fuori di testa. - fissai Thessa pronunciando le ultime parole.
Ci fu un momento di silenzio l'aria era diventata tesa - Ehm... no Evaline, non sei solo andata fuori di testa, tu sei entrata in stato di Trance completa. - fece Francis.
Sogghignai perfidamente - E chi se ne frega! -
Lui mi prese il mento e mi girò il volto in modo da guardarmi negli occhi, era molto serio - A me frega! Una Matriarca in Trance completa è una calamita naturale indomabile. Tu ci sei entrata per pochi istanti e hai scoperchiato l'intera palestra senza nemmeno muovere un dito. - era davvero preoccupato per me.
Jolene si avvicinò con un Ipad in mano e me lo mostrò, sullo schermo c'era l'articolo di un'esplosione avvenuta ad halloween alla scuola dei due ragazzi. In allegato sotto al titolo la foto della palestra rasa quasi completamente al suolo tranne che per pezzi di parete rimasti ancora in verticale.
- Ecco cosa succede quando una Matriarca entra in Trance completa. - lei invece era spaventata.
Fissai meglio la foto notando anche i soccorritori intenti a cercare eventuali corpi. L'articolo invece parlava di una potente esplosione creata da una perdita di gas, Amber venne descritta come un'eroina poiché aveva sventato una immane tragedia.
Che merda. Nessuno che parla delle vittime di quella psicopatica omicida.” ragionai leggendo l'articolo.
Alzai lo sguardo dallo schermo - E come ho fatto a fare questo? -
Francis e Jolene sembravano storditi da quella domanda poi una voce squillante prese l'iniziativa - La tua forza vitale ha creato fulmini di plasma che hanno distrutto l'edificio. -
Mi girai di scatto, era la voce di Thessa, un suono che in quel momento mi dava sui nervi. Lei fece un sussulto e rimase a fissarmi con gli occhi sgranati “Ai suoi occhi ora devo sembrare spaventoso, più di quel bastardo del suo custode.” esultai.
- Ora che Emris è sparito ti conviene parlare senza scappare o omettere niente, altrimenti giuro che ti porto personalmente da chi ti sta cercando. - non era un bluff, lo avrei fatto davvero.
Continuò a fissarmi per qualche secondo poi prese un profondo respiro - Quelle persone mi vogliono perché so dominare il tempo! -
Quelle nove parole mi fecero trasalire, aveva il potere di salvare Tiffany e non lo aveva usato - Quindi puoi cambiare il corso degli eventi a tuo piacimento? - lei rispose facendo sì con la testa. Mi alzai e la raggiunsi guardandola dall'alto - Perché non hai salvato Tifa, allora? - la strattonai per la maglietta e la alzai dalla sedia - Perché non hai fatto niente? - le urlai in faccia con le lacrime agli occhi.
- Perché... non sempre riesco ad attivare questa capacità, soprattutto sotto forte stress. Avrei voluto salvarla, ci ho provato, ma non ci sono riuscita. Mi dispiace tanto Evaline. - stava piangendo anche lei, ma non era per la paura che le incutevo ma per il senso di colpa.
La lasciai andare, mi girai attorno, mi mancava l'aria lì dentro. Avevo bisogno d'aria, mi girava la testa. Corsi fuori dalla stanza da letto senza dire nulla, andai in bagno, mi lavai il viso mi pettinai e mi vestii con un vestito casual rosa chiaro. Presi il cellulare e uscii di casa sotto gli occhi dei tre ragazzi. Non riuscivo più a rimanere in quel posto.



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