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martedì 20 settembre 2016

Stagione 2 Episodio 20



Il comportamento di Emris mi dava ancora più da pensare, era diventato più stronzo rispetto al solito, più impaziente, scontroso e dall'aspetto più pallido e stanco.
"Sarà solo più preoccupato per Thessa!" pensai, ma ormai sembrava diventata una semplice scusa.
Qualunque fosse il suo scopo, una cosa è certa, la sua priorità era la sicurezza della ragazza.
Dopo qualche minuto Emris uscì dal bagno, al polso aveva una fasciatura di fortuna e si diresse verso l'uscita.
- Dove vai adesso? - avevo le braccia incrociate.
Lui mi mostrò il polso - Non lo capisci? Vado da un dottore! - poi si girò, aprì bruscamente la porta, uscì di casa è altrettanto bruscamente la richiuse dietro di se.
Mi voltai verso il divano e notai Tiffany che scrollava la testa con un'espressione di disappunto. Anche per lei era dura, ma avere ogni giorno a che fare con tanto stress deve averle scombussolato i nervi.
Passammo la mattinata a pulire casa, anche Thessa diede una mano nonostante continuasse a non dire una parola. Jolene e Francis invece erano a scuola nel tentativo di scoprire l'assassino di Alice e Joshua, fino a quel momento però non avevano portato risultati oltre a molti litigi su mere congetture.
Nel pomeriggio Jolene e Francis tornarono a casa più tardi del solito, appena varcarono la porta notai la loro faccia assente ed erano in rigoroso silenzio.
Mi avvicinai a loro - Ma cosa sono quelle facce scure? -
Jolene scrollò la testa come per svegliarsi da uno stato di trace - Emma è morta. L'hanno trovata nell'aula di disegno trafitta al petto con tre paletti. - il suo sguardo era rivolto verso il basso.
Portai le mani alla bocca - Oh Cristo... - sbottai.
- In realtà erano le gambe di un cavalletto per il disegno, le hanno spezzate e... beh hai capito. - la corresse Francis un po' timoroso.
Jolene contrariata fece una smorfia e andò in cucina - Quello che è. - aprì il frigorifero - Siamo a tre morti su quattro e purtroppo credo di sapere chi è il colpevole. - fece con voce affranta.
- Ma non hai le prove. È solo una congettura campata per aria. - commentò lui, sembrava quasi volerla rassicurare ma con scarsi risultati.
Jolene sbatté violentemente la porta del frigorifero per chiuderla. - È stata Amber. Non è una congettura, è un fatto! - il suo volto era decisamente contrariato.
- E su quali prove? - rimbeccò lui.
- Sul fatto che lei si fa viva proprio il giorno in cui ritrovano il terzo cadav... Emma. - si corresse lei.
Francis rimase per un istante attonito a guardare Jolene poi si voltò verso di me - Evie, non crederai davvero a una cosa così assurda, uccidere i propri amici del liceo per un rito letto su uno stupido libro antico? -
Ci pensai un momento e mi girai verso Jolene - Devi ammettere che ha ragione! -
Jolene fece una faccia stupefatta - Mamma, noi siamo streghe. Abbiamo poteri ai confini della realtà. I riti che creiamo e facciamo sono reali. E per la miseria tu puoi teletrasportarti... - e rimase a fissarmi con le braccia aperte.
Tornai a guardare Francis - Anche lei non ha tutti i torti! -
Lui alzò gli occhi al cielo e prese una mela dal portafrutta sull'isola - Comunque non ci sono prove e senza di quelle siamo punto a capo. - e morse il frutto con una insolita naturalezza e voracità.
Jolene rimase a fissarlo per qualche secondo imbambolata, poi aprì la bottiglia di succo di frutta e se lo scolò tutto d'un fiato. Sembrava come cercare di scacciare via qualcosa e allo stesso tempo pensare a una soluzione all'enigma.
Posò la bottiglia vuota sul piano in marmo - Perché cercare delle prove se possiamo coglierla sul fatto? Basta aspettare la festa scolastica di halloween, seguire i nostri obbiettivi e infine sapremo la verità. - propose.
- Perché halloween? - chiesi perplesso.
Per Francis e Jolene sembrava una cosa ovvia, poi Jolene cominciò a spiegare - Dopo aver letto tutti quei grimori ancora non lo sai? Queste sono le basi mamma. Halloween è la notte in cui il Velo tra i mondi è più sottile. È la notte perfetta per un rito complicato. -
- Sì, lo sapevo. Ma quello che non capisco è perché queste circostanze sono così favorevoli? - riformulai la domanda.
Jolene sbuffò spazientita mentre Francis prese un'altra mela e una banana e le posò sul pianale l'una accanto all'altra - Questa mela è il mondo materiale e questa banana è il mondo eterico o della magia o anche degli Dei, ognuno lo chiama come vuole. - poi prese lo zaino, lo aprì e tirò fuori un quaderno degli appunti, strappò alcuni fogli e li mise in verticale tra i due frutti - E questo è il confine che li divide che viene chiamato Velo. - spiegò.
Osservai tutto molto attentamente - Okay, è come il confine tra mondi paralleli, uniti ma separati allo stesso tempo. Fin qui tutto semplice. - commentai.
Francis sorrise compiaciuto, avevo colto bene il concetto - Perfetto. In ogni rito serve l'energia di questo mondo per eseguirlo, ma per farlo bisogna strappare il Velo e creare una fessura temporanea. È per questo che serve l'energia di più streghe, ed è anche per questo che esistono le congreghe. - prese una graffetta dallo stesso quaderno e la aprì fino a farla diventare un lungo filo di metallo, alla fine con un gesto netto e preciso bucò i fogli da parte a parte.
- In alternativa alla congrega servono molti sacrifici e raccogliere l'energia dalle anime, come in questo caso. - specificò Jolene.
- Esatto. Ma durante Samhain, o halloween, il Velo è più sottile. Di conseguenza con una grande quantità di energia e quindi di anime si può creare un varco più grande rispetto alle altre notti. - Francis tolse tutti i fogli tranne uno e con il dito fece un altro movimento secco e preciso creando un foro più ampio rispetto al precedente.
Osservai i due fori e provai a ragionare - Quindi... qualunque cosa il nostro assassino stia facendo, deve essere qualcosa di complicato o molto grosso. -
- Già! - rispose Francis poi guardò Jolene - Solo che non siamo d'accordo sul chi voglia farlo. - gli sorrise beffardo.
Rimasi senza parole, non riuscivo ancora a credere a certe spiegazioni, mondi paralleli, energie ignote, anime sacrificate. Ma se era solo lontanamente ciò che mi avevano spiegato Francis e Jolene allora bisognava fermare questo assassino. Qualunque cosa volesse fare questo individuo non era certamente nulla di buono e mancavano solo tre giorni alla festa di halloween scolastica.





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