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martedì 27 settembre 2016

Stagione 2 Episodio 26



Continuai a vagare senza meta per le vie della città fino a sera, finché non notai dei ragazzi correre in un vicolo con delle cuffie un mano. Li seguii fino ad arrivare a un magazzino abbandonato nell'area portuale. Controllai bene ma non c'era nessun buttafuori “Deve trattarsi di una discoteca clandestina.” ragionai.
“Allora perché non si sente a musica?” mi chiese Evaline incuriosita.
“Forse centrano le cuffie...” mi avvicinai ed entrai nel capannone. Ad attendermi c'era una ragazza con in mano un paio di cuffie uguali a quelle che avevano i ragazzi che avevo seguito.
- Ecco a lei. - mi porse le cuffie.
Io le presi - Grazie! - risposi perplesso.
Lei di rimando mi indicò una tenda in plastica bianca - Da quella parte, prego. Buona serata! - mi fece un piccolo inchino.
Scostai lentamente la tenda ritrovandomi in una discoteca piena di ragazzi con le cuffie in testa che ballavano e altri che chiacchieravano sui dei divanetti di fortuna. Alla destra della console c'era un baretto affollato da ragazzi che aspettavano la oro ordinazione.
“Hai capito adesso?” chiesi ad Evaline.
“Sì!” era euforica, non aveva idea che esistessero posti del genere nella sua città “Ci buttiamo in pista?” mi fece impaziente.
Sorrisi “D'accordo, ma sappi che non so ballare quindi non lamentarti!”
“Lo so, tranquillo. In caso ci sono io che ti darò una mano!” mi sorrise.
Accesi le cuffie e me le infilai sulla testa, la musica era assordante e per qualche istante non riuscii a seguire il ritmo. Poi ripensai a quello che Tiffany mi aveva detto e con gli occhi chiusi cominciai a ondeggiare immaginandola accanto a me. Poco a poco trovai il ritmo e mi lasciai andare.
Ogni movimento che facevo mi ricordava il giorno che io e Tiffany avevamo ballato per la prima volta, di quanto mi sentissi me stesso a fare movenze prettamente femminili.
Riaprii gli occhi notando alcuni ragazzi che mi fissavano intensamente, uno di loro si fece avanti e prendendomi delicatamente per i fianchi cominciò a ballare con me. Io mi girai e lo spinsi via in modo sgarbato. Solo una persona poteva poteva avvicinarsi al corpo di Evaline, e quella persona era sparita da questo mondo. Gli amici del ragazzo si misero a ridere, scrollai la testa mi spostai da un'altra parte e continuai a ballare.
Cercai di dare fondo a tutte le energie e a tutta la rabbia che provavo. Prima Mei che venne brutalmente assassinato da streghe dai poteri misteriosi, poi Kaileena che in preda alla furia andava in giro per la città ad ammazzare maniaci e seria killer a sangue freddo, e infine Tiffany che sparisce all'interno di un portale dimensionale. Una persona normale sarebbe diventata pazza, altro che rabbia.
Sul viso sentii qualcosa di bagnato. All'inizio pensavo fosse il sudore, dentro quel locale faceva caldo, ma poi mi accorsi che erano lacrime. Il cuore mi batté all'impazzata, volevo solo buttare fuori tutto. Urlai più forte che potevo.
Mi guardai attorno, nessuno si era accorto del mio sfogo, la musica era troppo alta per sentirmi. Mi asciugai le lacrime, spensi le cuffie e andai al bar. Con la mano cercai l'attenzione di uno dei tre baristi.
Arrivò un ragazzo sulla trentina, ben curato e dall'aspetto gradevole - Dimmi, cosa ti preparo? -
- Rum e cola! Molto rum e poca cola! - gli mostrai una banconota da venti dollari.
Lui mi sorrise - Arriva subito! - e cominciò a preparare da bere, poi mi guardò - Ti ha mollato lui o sei stata tu a mollare lui? -
Lo guardai confuso - Come scusa? -
- Perdonami, non voglio fare il ficcanaso ma ha l'aspetto di una persona che è stata lasciata. Sai, le guance rigate dalle lacrime e urli inquietanti tra rabbia e dolore... uno fa due più due. - continuò a sorridermi.
Lo fissai attentamente preparare il mio rum e cola, non potevo spifferare tutto al primo che incontravo - Lei è... morta! -
Lui si bloccò di colpo - Cazzo, mi dispiace! Com'è successo? Forse in uno dei scontri tra bande che si sono verificati in questi giorni? - era visibilmente sconvolto.
Feci si con la testa, era meglio non rivelare troppi dettagli.
- Cavolo, deve essere stato terribile! - e continuò a preparare.
Sbuffai - Tu non hai idea quanto! E la cosa peggiore è che mi fa costantemente male al petto da allora. -
Lui appoggiò il bicchiere sul bancone con dentro il mo rum e cola - Sai, esiste una patologia chiamata 'sindrome del cuore infranto'. Le persone che subiscono una grave perdita come la tua gli si gonfia il cuore per compensare la pressione sanguigna. -
Bevvi un sorso - E come si cura? - scherzai.
Lui sospirò - Calmandosi e con molto riposo. È l'unico modo, altrimenti il cuore si spezza e fai un infarto! -
Sorrisi, gli diedi i venti dollari e mi girai per tornare in pista - Tieni il resto, dottore! - lo salutai.
Buttai giù tutto d'un fiato la bevanda, non volevo pensare, non volevo ricordare “Forse morire di cuore infranto no sarebbe male come epilogo!" pensai mentre l'alcol cominciava a fare effetto.
“Erik, scherzavi vero?” mi chiese Evaline preoccupata.
Non risposi, ero serio ma non volevo darle quel dispiacere.
“Capisco. Spero solo che tu non...” provò a dire ma la sua voce si fece sempre più distante, l'alcol stava facendo effetto con qualche imprevisto inatteso.
Ballai per ore fino allo stremo finché il ragazzo che c'aveva provato con me all'inizio della serata si fece avanti più aggressivo e ubriaco di prima. Con un bracco mi strinse a lui e provò a baciarmi in bocca ma lo evitai appena in tempo girando la testa.
Con l'altra mano mi prese le guance e mi girò la testa in modo che potesse guardarmi negli occhi - Hey! Hey! Occhi viola, guardami! Ora tu vieni con me e mi succhi il cazzo come se fosse la cosa più bella e deliziosa del mondo. -
Mi avvicinai al suo viso - Altrimenti? -
- Altrimenti ti massacro di botte e poi mi fai un pompino con questa arrapante bocca. - mi toccò le labbra con il pollice.
Gli sorrisi e con tutta la forza che mi era rimasta gli diedi una ginocchiata nelle gonadi, il suo volto si contorse e cadde a terra rannicchiato dal dolore.
“Meglio togliere il disturbo!” pensai mentre camminavo a passo spedito verso l'uscita.
Oltrepassai la tenda e riconsegnai le cuffie alla ragazza. Uscii in strada e presi il vicolo laterale dove ripresi fiato, la testa mi faceva malissimo. Non volevo e non avrei permesso che il corpo di Evaline subisse uno stupro da un ragazzetto ubriaco.
- Finalmente sei uscita, strega! - fece una voce maschile dietro di me.
Sospirai e lentamente mi girai. La persona che avevo davanti la riconobbi subito, capelli biondi e pizzetto - Michael? - sbottai confuso.
- Già, faccio parte dei Crociati adesso! Sorpresa! - cantilenò lui.
- E perché ti saresti unito a loro? - chiesi cercando di mantenere l'equilibrio.
Lui tirò fuori una pistola e tremante me la puntò contro - Per... per dare la caccia a te! -
Alzai gli occhi al cielo, un altro imprevisto in un mondo di tragedie - Okay! Okay! Fallo! - ero stanco di tutto questo odio.
Lui rimase interdetto sul da farsi e rimase immobile.
Feci un passo in avanti cercando di rimanere in piedi - Fallo! Avanti, ti sei arruolato in un gruppo militare composto da maniaci psicopatici solo per farmi fuori, no? Che aspetti? Ammazzami! - urlai e sbraitai più forte che potevo.
In quel momento non sapevo se fosse una richiesta o un modo per farlo desistere dal suo intento, sapevo solo che lui era ancora confuso.
Michael chiuse gli occhi e pensò a qualcosa, poi riaprì gli occhi e premette il grilletto tre o quattro volte, i lampi di luce dell'arma erano accecanti. La vista mi si appannò fino a non vedere più nulla e caddi a terra.



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