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martedì 13 settembre 2016

Stagione 2 Episodio 15



Tiffany accanto a lei era euforica, non la vedevo così da più di una settimana.
Rimasi immobile credendo me lo fossi immaginato - Sai parlare eh? - mi rigirai lentamente verso Francis - Non hai trovato praticamente nulla su di lei, giusto? Forse è meglio se ti fai aiutare dalla tua pseudo finta ragazza. Fa pace con Jolene e seguite quella tizia, non mi fido per niente! - gli ordinai. Lui non rispose, si limitò a fare sì con la testa.
Tornai a guardare Thessa - Tu invece, ragazzina, perché non parli mai? -
- P-perché non ho niente da dire! - sembrava scocciata.
- Oh, tesoro. Hai molto da dire cominciando da chi ti vuole fare del male. - la incalzai.
Lei cercò lo sguardo di Tiffany nel tentativo di impietosirla ma non funzionò - E va bene! Va bene. Si tratta del gruppo che ha ucciso il vostro amico, ma questo lo avrete già capito da sole... credo. - ci guardò perplessa.
Io e Tiffany restammo in silenzio con la bocca aperta, non c'eravamo arrivati nemmeno lontani. Anzi non ci avevamo pensato per niente. Nelle le nostre teste c'erano troppe cose per pensare a qualche ipotesi decente.
Thessa aggrottò la fronte - Ecco, come non detto. Ho fatto qualcosa che non dovevo fare e... - stava per dirci tutto ma si ammutolì di colpo, aveva gli occhi sgranati.
Tiffany le mise una una mano sulla schiena per rassicurarla - Thessa, che ti prende? - Thessa non rispose, abbassò lo sguardo e tornò sul divano e si mise a leggere.
Un'istante dopo Emris entrò in casa con tre sacchetti della spesa in una mano e una cassa di birra e un altro sacchetto della spesa.
Era evidente che Thessa non volesse parlare in sua presenza per qualche motivo. Forse era per sicurezza, ormai era risaputo che Emris provasse un fortissimo senso di protezione per la ragazzina, sembrava quasi ossessionato.
Lui ci guardo mentre appoggiava la spesa sull'isola della cucina - Che avete voi due oggi, avete litigato? - ci chiese con un sorriso.
Guardai Tiffany che capì subito cosa mi passasse per la testa - No, stiamo bene! Tu invece, hai bisogno di un po' d'amore? - ironizzò lei.
Lui la guardò dalla testa ai piedi intrigato - Cos'è un invito? -
Lei si sporse leggermente in avanti con un sorriso - Sì. Un invito a chiamare una escort di tuo gradimento e rilassarti un pochino con lei. - e gli diede un buffetto sulla guancia, poi tornò a preparare il pranzo.
Lui rimase imbambolato per un istante poi sogghignò ironico e cominciò a svuotare le borse sul tavolo.
Rimasi al gioco di Tiffany anche se impazzivo dalla voglia di conoscere il motivo dell'atteggiamento chiuso di Thessa. Il resto della giornata passò tranquillo nonostante l'aria tesa tra me e Tiffany, eravamo preoccupati per la ragazzina ma ancora di più per Emris. Non sapevamo nulla di lui, nemmeno le sue capacità e la cosa mi turbava parecchio.
La sera ci mettemmo a rilassarci mentre Francis cercava di spiegare i compiti a Jolene, con pochi risultati visto che lei era ancora infuriata con lui. Andammo a letto presto, mi sentivo più stanco del solito per tutti quei problemi. Chiesi a Francis di tenere d'occhio Emris durante la notte per sicurezza.
Era una notte insolitamente calda, indossavo un semplice babydoll bianco ed ero coperto con un lenzuolo leggero ma ero comunque accaldato. Aprii gli occhi e mi alzai, guardai verso la finestra, la luce della luna dava a tutte le cose nella stanza un bellissimo alone blu-grigio. La musica si sentiva a malapena, solo qualche vibrazione dei bassi.
Andai alla finestra e guardai verso la Bourbon Street, c'erano ancora molte persone che camminavano per la strada e andavano nei locali. Era la normalità per il Quartiere e soprattutto per la Bourbon Street avere un grosso flusso di gente anche a notte fonda.
"Sarebbe bello passare una serata così una volta tanto!" pensai con un misto di malinconia e gelosia. Restai appoggiato allo stipite per qualche minuto per raffreddarmi un po', poi tornai a letto e mi misi seduto.
Osservai Tiffany, era distesa a pancia in giù, con le mani nascoste sotto al cuscino e i piedi infilati sotto le coperte. La sua pelle era di bellissimo color blu-grigio, le accarezzai delicatamente il polpaccio con il dito poi su fino alla coscia, era liscia al tatto e proseguii sui i glutei.
"È davvero bellissima!" pensai mentre le accarezzavo la schiena.
Lei mosse il capo - Così mi fai il solletico. - mugugnò.
- Scusa, non volevo svegliarti. - continuai a coccolarle la schiena.
Lei girò la testa per guardarmi - E cosa volevi fare allora? - mi sorrise maliziosa.
Le sorrisi anch'io - Ho solo pensato fossi davvero bellissima, visto che eri nuda, nel mio letto e illuminata dalla luce della luna. - le spiegai.
- Sembra un'immagine da romanzo erotico. E poi non sono così bella. - sbuffò ancora stordita dal sonno.
Provò ad alzarsi per guardarmi meglio ma la fermai con la mano - No, non muoverti. Resta così. E per tua informazione sei sempre stata bellissima per me. - le scostai con delicatezza i lunghi capelli e le baciai il collo. Lei mugugnò, era un segno di assenso.
Mi prese una mano e la portò all'altezza del suo sedere, continuai a baciarle e succhiarle leggermente il collo mentre cercavo di raggiungere le grandi labbra con le dita. Quando finalmente riuscii a toccarle provai a individuare il suo clitoride, lei ansimò di piacere - Questa è nuova. - rise soddisfatta - Mi piace, continua! -
Sorrisi - Sì. - le risposi infilando la mano tra lei e il materasso.
Le accarezzai il capezzolo e contemporaneamente a stimolarle il clitoride. Continuai a toccare le zone erogene e lei continuava ad ansimare e mugugnare premendo la faccia sul cuscino quando stava per gridare. Riconobbi il suo orgasmo quando alzò il sedere per darmi la possibilità di lavorare più agevolmente.
Una volta finito le accarezzai di nuovo il sedere e tornai sulla schiena sudata. Tremava, cercava di prendere fiato, i suoi occhi erano umidi e mi sorrideva soddisfatta.
- Ti è piaciuto, eh. - mi misi a ridere.
Lei non rispose. Leccandosi le labbra si mise a sedere, mi prese di nuovo la mano e si infilò in bocca le dita che usai per stimolarla, era veramente eccitante. Con le mie dita umide dalla sua saliva mi lubrificò ulteriormente le labbra della vagina, poi si avvinghiò con le gambe alla mia vita e cominciò a palpeggiarmi il seno. Mi tolsi l'unico vestito che indossavo e lo gettai via, mi dava fastidio. Era più aggressiva del solito ma non mi faceva male, anzi impazzivo per come toccava certi punti.
Mi baciò con la lingua e facemmo cambio, lei stuzzicava il mio clitoride con le sue dita mentre io continuavo a baciarle la bocca, il collo, il seno e infine le spalle. Mi fece avvicinare ancora di più al suo pube con le gambe mentre le sue dita aumentavano la velocità sul clitoride.
Non riuscii a resistere oltre, mi sdraiai sul letto con le braccia aperte, cominciai ad ansimare e a urlare di piacere. Tiffany continuò accarezzandomi le cosce e le labbra vaginali finché non mise la mano sul mio ventre, un tocco delicato e caldo che mi fece fremere ancora di più. Strinsi le lenzuola più forte che potevo, quando arrivai all'orgasmo feci un urlo liberatorio.
Tiffany mi alzò il vestito e baciò il ventre sudato per tranquillizzarmi, io le accarezzai la testa in segno di aver capito ma ero distrutto e non riuscii nemmeno a pensare. Era bellissimo provare nient'altro che vuoto totale nella propria mente per qualche istante.




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